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Sicilian pastry tradition takes center stage at RHS: the Condorelli Award brings its 7th edition to the trade fair

Il 23 febbraio alle 14 il premio roganizzato dalla Fondazione Cav. Francesco Condorelli

22 January 2026
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Il 23 febbraio alle 14, RHS – Ristora Hotel Sicilia, ospiterà la7ª edizione del Premio “La tradizione dei dolci tipici siciliani, quale volano per lo sviluppo dell’economia regionale”, organizzato dalla Fondazione “Cav. Francesco Condorelli”.

 

Un appuntamento, come racconta Giuseppe Condorelli, che celebra l’arte della pasticceria artigianale siciliana, valorizzando i prodotti del territorio e il talento di professionisti e giovani pasticceri under 24. Un’occasione di confronto, crescita e visibilità in un contesto fieristico di respiro nazionale, dove tradizione e futuro si incontrano.

 

Il Premio “La tradizione dei dolci tipici siciliani quale volano per lo sviluppo dell’economia regionale” giunge alla sua settima edizione. Com’è nata l’idea di questo concorso e quale visione lo ha guidato fin dall’inizio?

«Il premio nasce a seguito della Costituzione della Fondazione in memoria di mio padre, Francesco Condorelli, nel 2003. Questo sarà il settimo concorso che realizzeremo e ha il compito di divulgare l’arte pasticcera siciliana. Si basa, infatti, sulla realizzazione di una monodose di pasticceria che valorizzi i prodotti del territorio siciliano».

 

Il concorso è aperto sia ai professionisti sia ai giovani apprendisti e aiutanti pasticceri under 24 che lavorano in Sicilia. Quanto è importante, oggi, investire sulle nuove generazioni per tutelare e far evolvere la pasticceria artigianale siciliana?

«È importante perché uno degli obiettivi della Fondazione è proprio incentivare i giovani a iniziare a intraprendere questa attività. Oggi è sempre più difficile trovare pasticceri e apprendisti pasticceri e vuole essere un monito, che si rivolge soprattutto ai giovani, affinché possano appassionarsi e dedicarsi a questa attività, soprattutto perché la Sicilia vanta un primato nell’ambito della pasticceria internazionale».

 

A proposito di internazionalizzazione, un altro obiettivo del concorso è quello di promuovere l’arte della pasticceria siciliana anche fuori dai confini regionali. In che modo questo premio può diventare un trampolino verso il panorama nazionale e internazionale?

«È l’occasione per mettersi in mostra e farsi conoscere, soprattutto per i giovani pasticceri. L’evento verrà raccontato su riviste di categoria e sarà un importante momento di confronto con una giuria composta da maestri pasticceri come Pier Paolo Magni, Totò Cappello, Peppe Leotta. I precedenti concorsi hanno sempre visto la partecipazione di un nutrito numero di pasticceri provenienti da tutta la Sicilia e dalla Calabria e per noi è motivo di orgoglio poter contare anche sulla collaborazione con Conpait e Associazione Duceziu».

 

Quest’anno il premio si svolgerà all’interno di RHS – Ristora Hotel Sicilia. Quanto è importante inserirlo in un contesto fieristico come questo e cosa rappresenta per voi questa collaborazione?

«Siamo molto felici perché RHS è una vetrina nazionale importante per il settore Ho.Re.Ca. e abbiamo sposato l’idea di realizzare questa edizione all’interno della manifestazione, che per noi rappresenta un importante e proficua collaborazione».

 

Che messaggio desiderate lanciare ai pasticceri siciliani che parteciperanno il 23 febbraio a RHS e, più in generale, a chi ogni giorno lavora per mantenere viva la tradizione dolciaria dell’Isola?

«Un messaggio che mi piace dare, soprattutto ai giovani, è quello di lavorare principalmente con le materie prime locali. La nostra regione vanta un bouquet di ingredienti tipici, dalla frutta secca al miele, che diventa importante anche per facilitare un discorso di filiera agroalimentare siciliana e di non dimenticare le tecniche di lavorazione tipiche siciliane. Oggigiorno con i semilavorati e i preparati tutti sono pasticceri, ma bisogna conoscere soprattutto i fondamentali della pasticceria.

Indispensabile anche riuscire a fare squadra tra i pasticceri, un aspetto che oggi sembra difficile da raggiungere, ma ci proviamo perché per noi è un elemento che fa la differenza».

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