L’arte del packaging natalizio tra emozione, branding e tradizione

Se l’appetito vien mangiando, la curiosità per un regalo viene dalla confezione. Quante volte, da bambini, vedevamo sotto l’albero di Natale pacchi coloratissimi e aspettando mezzanotte per scartare sognavamo cosa ci fosse custodito dentro?

Laura Ioppolo, responsabile commerciale e comunicazione di Cartotecnica Natoli, azienda a conduzione familiare fondata dal Signor Natoli che da 30 anni opera sul territorio, ci racconta l’arte del packaging…durante le festività e non solo.

Il packaging è comunicazione: come è cambiato negli anni il modo di progettare una confezione regalo e perché oggi ha un valore strategico per il brand?
«Negli ultimi anni il cambiamento più significativo riguarda la scelta dei materiali, con una crescente preferenza per la carta rispetto alla plastica. Questa scelta risponde sia a esigenze di riduzione dell’impatto ambientale, sia alla volontà delle aziende di comunicare attenzione e responsabilità verso il pianeta.
La plastica rimane in alcuni casi difficile da sostituire, ma laddove possibile la carta risulta ideale: dona solidità alla confezione e ne preserva l’integrità. Il pack è a tutti gli effetti un biglietto da visita: parliamo di uno strumento che può assumere forme, colori e formati diversi per raccontare un’identità. Il settore alimentare è quello che richiede più soluzioni dedicate e spesso realizziamo progetti su misura, anche per migliorare la conservazione dei prodotti, soprattutto nella GDO».

Quando si parla di Natale, il packaging ha anche una forte componente emotiva. Quali elementi rendono una confezione natalizia davvero efficace e memorabile?
«A Natale il packaging deve saper evocare: trasmettere atmosfera, tradizione, calore. Non è solo estetica, ma sensazione. Pensiamo a un panettone: ancora prima di assaggiarlo lo scegliamo con gli occhi. Il colore, le grafiche, le parole stampate sulla confezione devono stimolare i cinque sensi e riportare alla mente ricordi, profumi, momenti familiari. Una confezione efficace non solo protegge il prodotto, lo racconta».

Cartotecnica Natoli segue il cliente dalla prestampa fino alla consegna. Qual è il processo creativo dietro la realizzazione di un packaging su misura?
«Il lavoro parte sempre dall’ascolto. Analizziamo il prodotto, il quantitativo, il canale distributivo e le esigenze estetiche del cliente. Oggi disponiamo di tecnologie che ci permettono di produrre anche piccole tirature, un vantaggio enorme perché ci consente di personalizzare non solo l’immagine, ma anche la forma e la quantità. Ogni progetto è unico, modellato sulle necessità del brand».

Nel vostro catalogo natalizio troviamo scatole porta panettone e pandoro, box combinati con bottiglia e confezioni personalizzabili. Quali sono le soluzioni più richieste e come le aziende possono usarle per valorizzare i loro prodotti?
«Quest’anno abbiamo introdotto otto nuove stampe generiche, tra cui il box per panettone da mezzo chilo – un formato poco diffuso sul mercato. Il protagonista del Natale rimane comunque la scatola panettone, che può essere personalizzata nei colori, nelle grafiche, nel tipo di coperchio e persino nei laccetti. Il pack giusto aggiunge valore al prodotto e lo rende un regalo desiderabile ancora prima di essere assaggiato».

Passato il Natale, quali novità presenterete a RHS 2026?
«Porteremo la Pasqua. Le festività sono un periodo centrale per noi, ma durante l’anno lavoriamo molto anche su packaging alimentare come astucci per tavolette di cioccolato, praline, caramelle, oltre che espositori da banco e da terra. Il nostro approccio mantiene una forte impronta artigianale che ci consente di superare i limiti della produzione industriale e realizzare soluzioni su misura. Gli espositori, in particolare, permettono alle aziende di valorizzare il prodotto a colpo d’occhio, dando identità e ordine allo spazio vendita».



Accessibility Toolbar